ludimus

Nuovi dati sul bioma ludico Trentino

Dal diario di un Ricercatore, pochi giorni prima della Fine

Laboratorio dei Sorveglianti, 22 Ottobre 20██

Non molto tempo fa, un tale confessò in pubblica piazza come il gioco da tavolo avesse esaudito il suo intimo bisogno di “sentirsi parte di una società di eguali”.

Sulle prime, i medici pensarono a qualche forma di psicosi: il malato venne ben presto contenuto nella sua camicia di forza, scortato via da una squadra di infermieri biancovestiti.

In realtà ci aspettavamo che prima o poi sarebbe successo. All'epoca, provammo un sentimento di sollievo al pensiero che un fatto simile fosse accaduto almeno sotto il nostro occhio vigile. Credevamo che l'epidemia fosse stata fermata in tempo. Speravamo che l'internamento di quel singolo elemento pericoloso fosse sufficiente a cancellare l'orrore sul nascere…

Ci eravamo sbagliati.

Pare che il meschino fosse esperto di escapologia – elemento questo su cui le più alte sfere della nostra Confraternita rimuginano tuttora, cercando di capire come tale qualità potesse essere stata acquisita, senza aiuto, da un misantropo come lui.

Ed è così che è partito il contagio.

La notizia è stata ripresa solo da qualche gazzettiere assetato di prime pagine, assumendo evidentemente i connotati del linguaggio scandalistico tradizionale: tipico dei media di bassa levatura. Intanto il morbo si è sparso. C’è infatti il forte sospetto che il soggetto fosse affetto da una rara forma di mania: la Sindrome, come la chiamiamo noi Sorveglianti...

L’episodio ha portato sotto i riflettori un fatto arcinoto a noi ricercatori, ma ancora nascosto ai più. Ha rivelato al mondo l’esistenza di un sottobosco emergente negli ultimi tempi, che a ragione gli esperti hanno identificato come un autentico mondo a parte, in rapida e costante espansione, ed intimamente legato alla Sindrome stessa: il Bioma Ludico.

Quello che ancora il grande pubblico non sa è che è troppo tardi per arginarne l’espansione. Non c'è più modo di tornare sui nostri passi: il vaso di Pandora è stato scoperchiato.

Scrivo queste note nella speranza che possano essere d'aiuto a qualcuno. Una volta che le imminenti inevitabili rivolte e il caos avranno sopraffatto la civiltà per come la conosciamo ora, lasciandola in un ammasso informe di gioco ed altre attività sterili, mi auguro che le mia parole siano utili alla ricostruzione.

Lettore: tu che hai trovato questi appunti, fanne buon uso.

23 Ottobre 20██, Documento #118-D – Classificazione

La fauna del Bioma si moltiplica di ora in ora. Su di esso, si affollano sempre più gli sguardi di vari osservatori e attorno al suo ecosistema si sviluppa una varietà di tipi e variazioni che non credevamo possibile, fino a qualche tempo fa.
Lontani sono ormai i tempi in cui una cartella clinica era sufficiente a descrivere il solo, originario, Paziente Zero della Sindrome. Una serrata classificazione tassonomica si è dimostrata più che necessaria per descrivere la complessità raggiunta dal fenomeno.

Il Peripateticus Curiosus è stata la prima variante osservata, presto soppiantata dalle propagazioni più recenti della Sindrome. In esso, la Sindrome si mostra solo in forma primitiva: il Peripateticus si avvicina prudentemente ai nodi spaziali dove i ludopati svolgono le loro attività, ma non osa mai manifestare nemmeno il più lasco desiderio di coinvolgimento, ed evita sempre di lasciarsi intrappolare nella tortuosa vertigine ludica. Tuttavia, egli è già infetto: presto o tardi, sarà proprio la curiosità dissennata che lo contraddistingue a tradirlo. L'ormone ludico che già fluisce in esso – la Ludimina – è presente in quantità ancora gestibili con l'aiuto di una mezza giornata passata a guardare tv-spazzatura, e non presenta se non margini minori di peggioramento, se presa per tempo, ma l'esposizione non trattata in tempo lo porterà inevitabilmente a mutazioni terribili, come quelle che seguono.

Il Ludens Saltuarius ha una resistenza minore alla Sindrome. Si lascia coinvolgere occasionalmente nella dinamica, purché si tratti di quei due o tre titoli noti più o meno a tutti. Egli tentenna di fronte ad ogni titolo che non gli sia già noto, strabuzza gli occhi se ode un nome esotico e fugge irrimediabilmente davanti alla componentistica che vada al di là del dado, della singola pedina e della plancia riconoscibile anche ai livelli più acuti e irreversibili di miopia.

Oltre al Saltuarius, nel panorama tridentino si moltiplicano in maniera preoccupante gli esemplari affetti. Superato lo stato faunistico che possiamo considerare ancora “sicuro”, ci si addentra ben presto nel vasto sotto-sistema del Neofita, i cui esemplari occupano un buon 70% dell’intero Bioma. Tra le varie, diversissime specie che afferiscono a questo gruppo è davvero possibile trovare di tutto: si va dal ceppo monadico ai branchi più numerosi, rumorosi e complessi. Tutti ugualmente crollati di fronte agli attacchi persistenti della Sindrome.

Appartiene al primo gruppo la Neofita Monadis Deambulans, migratrice per eccellenza, incontentabile frequentatrice di nuovi tavoli, che girovaga sempre pronta a sottoporsi a nuove sfide ludiche.

V’è poi, seguito dalla sua tipica scia di sguardi sospetti, il Neofita Patogenus Ludicoccus, che costituisce una figura irrinunciabile di ogni ecosistema ludico: trattasi di un esemplare invero segretamente malvisto da tutti e che, per motivi che possono variare da una drammatica alitosi alla peculiare attitudine alla aludicazione precoce (abbandono improvviso del tavolo da gioco senza aver concluso la partita), nessuno gradisce al proprio tavolo... E tuttavia, per ragioni di galateo ludico (solo in rari casi per masochismo intrinseco, ambedue effetti collaterali della Sindrome), a turno gli esemplari del bioma lo accolgono, dimostrando così che il fenotipo saliente degli organismi ludici si configura stranamente come un’atipica e quanto mai inclusiva interazione sociale.

Quegli infetti che preferiscono radunarsi in branchi, invece, prendono origine dai Comites Vagantes: disposti sempre in gruppi di quattro o cinque unità, estremamente coesi, essi amano esplorare tutte le opzioni ludiche di massa, dal german all’american.

All’opposto, gli Equi Tonantes prediligono titoli festosi e chiassosi, adorati sopra ogni altro genere, purché si traducano in una qualche orgia vocalica. Si tratta di un gruppo in estrema inimicizia con i Comites: aizzarli gli uni contro gli altri si è dimostrata una tattica efficace nel contenimento dei focolai più ostinati della Sindrome.

Ma tra tutte le specie, monadiche e sociali, è una sola quella dominante. L’Incallitus Ludimans che si destreggia sicuro davanti a qualsiasi titolo e che, malgrado il proliferare di novità sul mercato, brama sempre un confronto dongiovannesco con l’ultima uscita; estremamente altalenante nei suoi interessi ludici, il Ludimans mantiene tuttavia una sua deontologia professionale, che lo porta a interagire con gli altri esemplari del suo bioma in maniera talvolta paritaria, talaltra tirannica. Da approcciare con estrema cautela, possibilmente frapponendo qualche fustella come distrazione.

Tutte queste numerose e svariate specie però accomunate da quell’adattamento evolutivo che le ha portate a sopravvivere sono (qualche volta a proliferare) nello stesso ambiente: il tavolo da gioco.

I vari esemplari si immergono in contesti oltremondani d’ogni sorta, dai mondi fantastici – eppure estremamente concreti, dove l’ambientazione si respira quasi fisicamente e talvolta perfino maltratta (tra zombie e sfighe sull’isola deserta di turno) – ai contesti più astratti e sofisticati, dove predomina invece la capacità di padroneggiare una consequenzialità logica di mosse che condurranno inesorabilmente alla supremazia. In tutti i casi, il nutrimento è assicurato dall’alta concentrazione di Ludimina nell’aria.

24 Ottobre 20██ – Metodi di eradicazione della Sindrome

Tuttavia, intorno al bioma ludico, si è recentemente affacciato un nuovo predatore, tanto sfuggente quanto malfidato: l’Oculus Perbenista, risposta naturale al propagarsi della Sindrome, che senza misurarsi con l’esperienza ludica vorrebbe giudicarla, da una posizione sopraelevata di privilegio, ispirando la propria condotta a presunti meccanismi altri, di “socialità vera”.

L’Oculus Perbenista gravita a debita distanza dai territori ludici, e adopera una tattica che tende a suscitare nella sua preda l’impressione di essere un alienato insoddisfatto, estraniato dal contesto in cui vive: un misantropo, in altre parole. Dopo avere iniettato nelle sue prede il dubbio di condurre un’esistenza nell’isolamento sociale, egli si nutre dei sensi di colpa ingenerati in coloro che restano intrappolati nella sua rete di falsità. E si compiace di appartenere all’ecosistema “dabbenista”, nel quale non v’è spazio (al di fuori dell’età della prima infanzia) per il gioco come dinamica sociale seria.

Già numerosi studi scientifici sarebbero da citare in merito agli enormi poteri di resistenza alla Ludimina degli Oculi che vengono coinvolti in sedute intorno a un tavolo da gioco: la Ludimina stimola in effetti la partecipazione e il divertimento in tutti i soggetti coinvolti, tranne questo particolare predatore. Il che è doppiamente impressionante: infatti, il potere calamitico che seduce intimamente coloro che ardimentosi suggono il nettare del gioco da tavolo ha condotto anche i più forti degli uomini comuni alla perdizione. Parrebbe inoltre che la consumazione di una consistente dose di vettovaglie liquide durante la pratica ludica, oltre che fare irrimediabilmente svettare alcuni valori nutrizionali, contribuisca alla goliardia simposiale che stimola la Ludimina (o, perlomeno, così mostrano i test in laboratorio).

Più di un membro del Bioma è caduto sotto le trame dell'Oculus, che rappresenta forse l'ultima speranza per noi Confratelli di relegare il gioco nella sua giusta posizione, ossia l'armadio polveroso in soffitta. Ulteriori test sono ora in corso per determinare se la sua resistenza possa essere replicata in contesti di stimolazione continuata alla Ludimina.

24 Ottobre 20██, Note sparse

È tutto perduto... anche gli Oculi che avevamo introdotto nel Bioma hanno ceduto.

Solo pochi, neanche sufficienti a riempire col loro numero le dita di una mano, non sono mutati in una specie infetta.

Quel che è peggio, è che ora sono entrati nella Confraternita.

Hanno contagiato tutti. Forse anche io sono stato contagiato?

Chissà, magari dovrei pensarci a mente fresca... Magari dopo una partitina a scacchi...

Addendum

(n.d.r.: Riportiamo a seguire l’ultima parte di appunti del Dott. S. ██████, evidentemente dopo la manifestazione su di lui dei primi sintomi della Sindrome, scritti convulsamente a margine dei numerosi manuali di un gioco chiamato Twilight Imperium)

La sempre più ampia ecozona ludica si configura come un’esperienza capace di alimentare una dimensione aggregativa e partecipativa isonomica: l’uguaglianza di fronte a delle regole comuni, accanto alla circoscritta dimensione numerica, anche nei gruppi quantitativamente più vasti, si rivela come il perno di una socialità ben lontana dalla sindrome alienante e stordente, per non dire tossica che, stando all’Oculus non riformato, insidiosamente si infiltrerebbe negli organismi del bioma ludico fino a condizionarne i rapporti sociali.

Il tavolo ludico si conferma come una dimensione altamente nobilitante per la socialità.

Riscontri particolarmente memorabili giungono da un contesto dove un tempo era facile imbattersi nell’Oculus non riformato, che tradizionalmente predilige la quiete appartata, la pensosa meditazione, l’assorto ascetismo e la solitudine cenobitica: posti come la biblioteca.

Ovunque biblioteche d’Italia vengono progressivamente assorbite entro il Bioma Ludico, riformulando il proprio ruolo sociale, proponendo, accanto a quegli strumenti che per millenni sono stati insostituibili e longevi custodi della conoscenza, non più una cultura penitenziale del libro, ma la cultura vivificante del gioco.

Qui a Trento, in via Roma, bambini di fatto e bambini onorari giocano insieme, il sabato pomeriggio: la biblioteca si anima, tra dadi che rotolano, gente che ride e curiosi che commentano.

A ben vedere, cos’altro oltre al gioco da tavolo accomuna genti di tutte le età? È forse la Ludimina quella Forza che mantiene unita tutta la galassia?

La biblioteca ha coraggiosamente intrapreso un cammino avanguardistico, fertilizzando nuovi territori per lo sviluppo del bioma ludico: quanto, prima che anche le scuole vengano colonizzate da questi organismi che rinnoveranno vecchi sistemi valutativi con nuove forme didattiche – da più parti, perfino a livello europeo, tanto auspicate, ma mai ancora davvero attivate?

Emanuele

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