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Il Tempo degli Addii

Giochi che vanno, giochi che vengono

Tutte le storie sono degne di essere vissute, ma non tutte sono destinate ad avere un lieto fine.

La maggior parte delle volte, l'attrazione del primo giorno viene a sfumare. Poco a poco i tratti più appariscenti, quelli che avevano fatto scattare la scintilla, che ci avevano colpito e catturato, diventano sempre meno importanti. Allo stesso tempo, i piccoli difetti diventano evidenti, e crescono fino a quando diventano troppo grandi per essere ignorati. L'entusiasmo della novità sfuma ed è così le cose che ci avevano attratto all'inizio, cedono di fronte alla realtà dei fatti: non era vero amore.

Altre storie allora fanno capolino. Storie più interessanti, più appetibili e mature. Storie che richiedono più tempo di quello che è possibile dare loro senza lasciarsi alle spalle quanto non è più importante.

Ed è così che le storie finiscono e i giochi che un tempo avevamo amato vengono abbandonati sullo scaffale, dimenticati, lasciati ad un destino triste e malinconico.

Perché, che valore può mai avere un gioco che non viene giocato?

Una delle verità che alcuni giocatori sono restii ad accettare è che a volte bisogna lasciare andare. A nulla vale fregiarsi dell'etichetta di “collezionista”, ed illudersi di voler costruire una riserva ludica per i posteri: inevitabilmente, i giochi che intavolerete saranno sempre i soliti. Quelli che amate di più, i vostri preferiti. Tutti gli altri resteranno seconde scelte. Poco più che dei soprammobili di lusso.

La presenza di un'alternativa migliore non è l'unica ragione perché un gioco viene ignorato. A volte la ragione unica perché ciò accade è che, semplicemente, il gioco non piace. Ma un gioco che non piace, di solito, scompare quasi immediatamente dagli scaffali, magari seguendo la scia di qualche mercatino dell’usato o di una math trade.

Al di fuori di questi casi, diventa importante razionalizzare: se un gioco, un bel gioco, non viene giocato, è meglio affidarlo a qualcuno che possa trarne del divertimento. Con questo articolo vi daremo delle indicazioni su come gestire queste situazioni, così che possiate costruire una collezione viva e giocata, e non semplicemente una montagna di fustelle impolverate.

Conosci te stesso

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Nessuno può amare davvero, se non sa cosa vuole. Avere coscienza dei propri desideri e delle proprie preferenze è il primo passo per poter costruire una relazione che non si limiti ad una botta e via.

Non tutti i giocatori sono della stessa risma: c'è chi tratta il gioco da tavolo come un evento sociale, pensato per passare una serata divertente in compagnia; c'è chi dal gioco cerca la competizione e la riflessione, e vi si dedica con un piccolo gruppo di suoi simili; ancora, qualcuno nel gioco vede principalmente un momento di relax, fatto per passare il tempo, magari col proprio partner o la propria famiglia.

Un giocatore che valuti principalmente la sfida mentale, dovrebbe focalizzarsi su quei giochi che assecondino questa propensione, scartando man mano e senza rimpianti tutti quelli che non si dimostrano all'altezza delle sue aspettative. Allo stesso modo, un hobbista che pianifica di giocare principalmente con i propri figli potrebbe voler mantenere soltanto una o due copie di quei german di riguardo, giusto per tirarle fuori nelle occasioni speciali. Dopotutto, ricordate che tempo e denaro sono una risorsa limitata, e quindi è ragionevole cercare di gestirli al meglio.

Anche la presenza di un gruppo di gioco fisso è rilevante: quattro copie dello stesso titolo saranno giocate esattamente un quarto delle volte ciascuna, ma per quattro volte il costo originale. A meno che non riteniate il gioco in questione così bello da non voler rischiare di passare una serata senza, forse è meglio lasciare ai vostri amici l'esclusiva.

E ricordate che anche i vostri amici potrebbero non avere tempo per provare tutto quello che volete.

Priorità e pesi inutili

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Capito cosa volete, è ora di capire cosa non volete.

Per parafrasare un tema su cui ci eravamo già espressi, è il caso che teniate in considerazione la funzione del gioco che volete proporre al vostro gruppo. Esistono diversi generi, e non tutti potrebbero fare al caso vostro.

Non solo, ma esistono giochi che sono pensati per aprire una serata, ed altri che sono pensati per costituire la portata principale.

Osservate la vostra collezione: indubbiamente, di tutti i giochi che possedete pochissimi sono quelli che considerate insostituibili. Questi giochi, ovviamente, sono quelli che per voi non rappresentano nessun problema: li amate, pensate a loro continuamente, non potete fare a meno di tornare all'abbraccio dolce delle loro fustelle ogni volta che potete. Questi giochi non abbandoneranno mai la vostra collezione, e lo sapete.

E poi ci sono gli altri.

Scatole che vi attraggono, che ogni tanto sanno darvi qualche emozione, ma per cui siete combattuti ed indecisi. Sono decisamente troppe, e il loro numero finisce indubbiamente per togliere qualcosa a tutti loro.

Lo sapete bene: dovete disfarvi di qualcuno di loro, o ne andrà della vostra felicità.

Magari il pensiero di staccarvi così da un gioco con cui avete condiviso serate e serate e che è con voi da anni vi lascia un po’ spaventati. Ma fermatevi e considerate quanto segue: se avete il dubbio che quello che avete di fronte non sia il gioco fatto per voi, ciò stesso è testimonianza che non è il gioco fatto per voi. Quel gioco, di conseguenza, va messo da parte per dare spazio ad altro.

Fate un bel respiro.

È venuto il momento di separare i giochi che si salveranno da quelli che abbandonerete.

E questo non sarà facile.

Scartati gli ovvi riempitivi, i giochini presi al discount, i familiari di secondo ordine, i giochi presi senza pensare e mai più intavolati, resterà di fronte a voi una vasta gamma di scale di grigi. Una massa di giochi che siete consapevoli necessiti di dover essere ridotta, ma per cui non siete in grado di capire dove.

Se siete indecisi, un buon metro di discriminazione può essere capire quali dei vostri giochi possono essere apprezzati di più dai vostri ospiti.

Di solito, i classici, intesi sia come giochi che hanno ricevuto un rinoscimento ufficiale, che come giochi che hanno una buona reputazione tra la comunità di giocatori sono sempre un'ottima scelta: magari potrebbero piacervi meno che qualche altro titolo di nicchia, ma ricordate sempre che il gioco che intavolerete deve piacere a tutti. Siccome si tratta comunque di seconde scelte, forse è meglio optare per la scelta popolare.

Un altro buon indicatore è la particolarità del gioco stesso. Alcuni titoli sono talmente unici e memorabili che meritano di essere conservati. Potrebbero essere giochi non particolarmente brillanti o entusiasmanti, ma la loro originalità è assicurazione che voi e i vostri amici ricorderete l'esperienza, nel bene o nel male.

Infine, se siete il genere di giocatore che ha l'abitudine di uscire dal proprio circolo di super-esperti, può forse valere la pena conservare tutti quei giochi che, pur sembrandovi triti e superficiali, rappresentano un rito di iniziazione per neofiti, e che siano perciò utili ad introdurre nuovi fedeli all'hobby. Questo genere di titoli è di solito almeno un po' noto al grande pubblico, e potrebbe rappresentare l'unica occasione per intavolare qualcosa. Dopotutto, giocare è meglio che non giocare e, chissà, magari quel neofita un giorno sarà parte integrante del vostro gruppo di ludomani proprio per merito di quel gioco che, all’inizio, vi aveva lasciato un po’ perplessi.

Qualche consiglio per i cuori affranti

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Facendo così, un po’ alla volta noterete che la vostra collezione si sarà fatta sempre più rifinita e significativa. Come per tutte le relazioni che contano, creerete un insieme di momenti felici e, da giocatori finalmente maturi, lascerete indietro tutto quello che non vi soddisfa veramente.

Se ogni tanto vi ricapitasse di pensare alle vostre storie passate, e vi venisse a montare addosso qualche rimpianto, guardate di nuovo la vostra collezione: tutte le storie passate, per quanto possano avervi lasciato uno o due momenti felici, non varranno mai quello che avete qui ed ora, tra le vostre mani. Non varranno mai la sicura felicità che potrà darvi quello che avete scelto consapevolmente di tenere vicino al vostro cuore, e non varranno mai la certezza con cui lo intavolerete ancora e ancora.

In futuro, forse, anche quella felicità potrà sfumare… Ma ora è qui, di fronte a voi. E di questo non c’è dubbio.

Sappiate accettarlo, e la vostra vita al tavolo da gioco non potrà che uscirne migliorata.

Andrea