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Top 10 Designer di Giochi da Tavolo

(secondo me)

Lo confesso: mi piacciono i giochi da tavolo.

Parecchio e senza riserve. Li amo alla follia.

Certo, questo non vuol dire che mi piacciano tutti per forza: non tutti i giochi sono perfetti. Qualche volta spunta il proverbiale “Happy Salmon” che mi fa storcere il naso, ma il mio amore non cambia. Fatto sta che, nonostante gli incidenti di percorso, credo che ogni gioco racchiuda un piccolo tesoro e un piccolo mondo, pronto da essere scoperto. Sì, pure se quel mondo ha la forma di un pesce felice.

Quel che è più affascinante, è che i giochi da tavolo sono frutto della mente di persone che, per quanto siano imperfette, possono comunque dare vita a qualche cosa di significativo e, perché no, anche di magico. Oggi sono qui per parlarvi di loro: delle persone che riempiono di magia le scatole che ci piacciono tanto.

Ecco quindi una mia top 10 (rigorosamente personalissima). Una piccola lista senza pretese, che vorrei condividere con voi. Anche se per alcuni titoli c’è lo zampino di altri co-autori, ho tenuto conto di chi nel complesso ha messo del suo nei titoli che ritengo essere grandiosi e che più di tutti mi hanno fatto passare molte belle serate in loro compagnia.

#10 - Mac Gerdts

Ammetto che del tedesco Mac Gerdts ho provato solamente il suo più grande capolavoro “Concordia”, ma tanto mi basta per inserirlo in graduatoria. Regolamento di due pagine per un gioco dalla meccanica semplicissima (nel tuo turno gioca una carta e fai quello che c’è scritto), ma dalla profondità inaspettata.

Per tutti noi, Mac Gerdts è l’inventore della “rondella” che caratterizza quasi tutti gli altri suoi giochi, fra i più famosi “Imperial” e “Navegador”. La meccanica prevede di scegliere le azioni da una ruota a spicchi dove i segnalini sono però limitati nel movimento circolare, spingendo così i giocatori a dover cambiare sempre azione e quindi costringendoli a pianificare con attenzione ogni mossa.

#9 - Vlaada Chvátil

Questo autore ceco non ha quasi neanche bisogno di presentazioni. Di sua produzione ho potuto provare il mastodontico “Through the Ages”, elegante e immersiva simulazione della storia dell’umanità. Non fosse che la durata media di una partita è di ben sei ore, lo giocherei sempre, ma nell’attesa di un pomeriggio intenso mi accontento del suo adattamento formato PC.

Autore ‘ad ampio spettro’, Vlaada è passato da un peso massimo al divertentissimo party game “Nome in Codice”. Cambiando ancora genere, è suo anche il cooperativo in tempo reale “Space Alert”, in cui i giocatori sono al comando di un’astronave sotto l’attacco di alieni. Altro peso massimo, ma dal genere di nuovo completamente diverso è “Mage Knight” del quale si sta parlando molto in questi giorni vista la sua recente ristampa.

#8 - Stefan Feld

Ottavo come sono otto i suoi giochi tra i primi 300 nella classifica di BoardGameGeek! Stefan Feld è un autore tedesco ed è, soprattutto, il re indiscusso dell’insalata… di punti. Caratteristica ricorrente dei suoi giochi è infatti il poter raccattare punti vittoria un po’ da qualsiasi strada si scelga di percorrere. I suoi giochi sono quasi tutti ad ambientazione storica e anche se non ho ancora provato il suo capolavoro “I Castelli della Borgogna”, ho avuto il piacere di provarne molti altri: “Bruges”, “Bora Bora”, “Trajan”, “Amerigo”, “Forum Trajanum”, “Jórvík”. Sono abbastanza da poter confermare che lo stile è tra tutti ricorrente (e qualcuno potrebbe dire, malignamente, un poco “ripetitivo”). Personalmente li ho trovati un po’ senz’anima, ma nonostante questi restano senza dubbio tutti titoli validissimi, come la posizione in classifica suggerisce.

#7 - Michael Kiesling

Altro autore tedesco: da vent’anni sforna successi, ma la consacrazione all’Olimpo degli autori è avvenuta con il suo “Azul”, che ha riempito i tavoli di migliaia di giocatori con piastrelline colorate.

Più complesso e profondo “Heaven&Ale”, fra birra e frati, condensa in poco più di un’ora la soddisfazione e complessità di altri pesi massimi.

Gli altri suoi titoli di spicco sono dei medi pesi di tutto rispetto “Tikal”, “Mexica” e “I palazzi di Carrara” giusto per citarne alcuni.

#6 - Bruno Cathala

Ci spostiamo in Francia per trovare questo autore super prolifico, che rilascia un gioco dopo l’altro e raramente manca il colpo. Ho provato con piacere svariati dei suoi giochi, che solitamente sono poco più che introduttivi (nel senso positivo del termine): si tratta di giochi che con un pizzico di buona volontà risultano accessibili a tutti e che comunque danno grande soddisfazione anche ai giocatori più incalliti. “7 Wonders Duel” cala il suo omonimo per più giocatori ad una tattica sfida per due… teso, rapido, appagante. “Five Tribes” per rispolverare il Pollicino arabo che è in tutti noi. “Kingdomino” che dà una rinfrescata alla meccanica del domino facendoci creare dei mini regni. L’elenco continua a lungo, ma per citare i principali: “Missione: Pianeta Rosso”, “Abyss”, “Cyclades”, “Conan”, “Shadows over Camelot”, “Jamaica”, “Mr. Jack”... non ce n’è uno che non raccomanderei per una ludoteca.

#5 - Roberto Di Meglio, Marco Maggi, Francesco Nepitello

Senza andare troppo lontano stavolta, anche l’Italia ha i suoi signori autori. Mai con altri che quelli che ci hanno regalato il capolavoro “La Guerra dell’Anello” sono riuscito a sentire così tanto un’ambientazione al tavolo. Si tratta di un gioco impegnativo, principalmente per due giocatori e dalla durata cospicua (4 ore se le porta via tranquillamente) in cui ogni pedina mossa, ogni carta evento giocata, ogni dado lanciato, contribuiscono a far vivere la Terra di mezzo e a farci entrare il giocatore come neanche Jumanji. Dal loro cilindro sono usciti anche “La battaglia dei cinque eserciti”, sempre ambientato nella terra di mezzo, e l’epico “L’era di Conan”, sul barbaro più famoso di sempre.

#4 - Simone Luciani e Daniele Tascini

Giochiamo ancora in casa con questi due autori che, pur avendo lavorato anche individualmente o con altri autori, sfornando titoli di tutto rispetto, danno il loro meglio quando lavorano assieme. Originalissimo piazzamento lavoratori, “Tzolk’in, il Calendario Maya” vede i giocatori alle prese con delle ruote dentellate che girano di turno in turno portando le pedine dei giocatori verso risorse o effetti migliori. La decisione di dove piazzare gli omini e del momento in cui recuperarli per ricevere la ricompensa raggiunta creano il motore di un gioco unico, che non abbandonerà mai la mia collezione. Altro loro grande successo è “Sulle tracce di Marco Polo”, un piazzamento dadi molto intrigante in cui l’asimmetria nei poteri dei personaggi si sente parecchio, stuzzicando ogni volta a ragionamenti e strategie differenti. Molti alla fine di una partita vorrebbero fare ancora qualche turno… a me succede di voler fare ancora qualche altra partita.

#3 - Adam Kałuża

Saliamo finalmente sul podio con questo autore polacco, che fra tutti quelli in questa lista è decisamente un outsider, non rientrando in quello che solitamente si ritiene il top degli autori. Ha infatti pubblicato molti meno giochi e il suo titolo di punta non arriva ‘neanche’ al quattrocentesimo posto su BoardGameGeek. Ciononostante mi piacciono un sacco l’immediatezza e la pulizia dei regolamenti dei suoi giochi. Il suo capolavoro indiscusso è “K2”, un medio peso a tema scalate (l’autore è un grande appassionato di montagna) al quale è seguito un gioco dalle meccaniche simili, stavolta ambientato sull’Everest e intitolato guarda un po’ “Mount Everest”. Senza discostarsi troppo da questo tema è “The Cave” dove l’avventura diventa una esplorazione speleologica nei profondi di una caverna. Diverso il tema, ma altrettanto azzeccato il gioco “Drako” prevede che due giocatori si sfidino in una mortale battaglia fra un drago e tre nani che vogliono fargli la pelle.

#2 - Martin Wallace

Medaglia d’argento al Britannico creatore del mio più recente amore ludico: “Brass”, nelle sue versioni “Brass: Lancashire” e “Brass: Birmingham”. In passato ho posseduto la primissima versione di Brass, senza riuscire mai a intavolarlo. Era graficamente orripilante e non ho mai avuto il coraggio di toccarlo e presto se ne andò dalla mia collezione. Ho dovuto aspettare più di tre anni prima di poterlo effettivamente provare nella eccezionale veste grafica datagli dalla Roxley ed è entrato subito nella mia top 3 dei giochi (per quella magari dedicheremo un altro articolo), tirando quindi in questa posizione anche l’autore. Dal suo genio anche “Uno studio in smeraldo” e “Pochi acri di neve”. Tutti giochi molto diversi fra loro per tematiche, genere e meccaniche... e tutti eccezionali.

#1 - Alexander Pfister

Ed eccoci finalmente al primo posto, con l'autore tedesco del quale sarei disposto a comprare un gioco a scatola chiusa visto quanto ho apprezzato i suoi titoli. Pensavo che con "Mombasa" avesse creato il suo capolavoro, ma eccolo superarsi da solo con "Great Western Trail". Stiamo parlando di due cinghialetti che non mi stuferò mai di giocare, con le loro molte meccaniche integrate alla perfezione fra loro. Non vedo l'ora di provare il suo nuovissimo peso massimo "Blackout: Hong Kong". Lo stesso genio ha creato il mio peso leggero preferito, "Isle of Skye", con cui ho ritrovato fiducia nei giochi di piazzamento tessere. Un gioco immediato, mai banale, che grazie al setup variabile degli obiettivi ha una longevità impensabile.

Davide